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UniTe contro la guerra

  • Immagine del redattore: Manuel Di Marcantonio
    Manuel Di Marcantonio
  • 30 gen
  • Tempo di lettura: 1 min


"La mia vita sarebbe diversa se avessi fatto l'università". Quante volte abbiamo sentito questa frase da chi non è soddisfatto del proprio lavoro, magari esternando il proprio pentimento. Eppure l'università può veramente salvare una vita soprattutto quella dei rifugiati internazionali che scappano da situazioni di guerra e fame. La cultura si fa ponte per ridare un futuro a coloro che soffrono. L'Università di Teramo, nel suo percorso di internalizzazione, come ricordato dal rettore, ha aderito al "Manifesto dell'Università Inclusiva" per l'accesso all'istruzione e la promozione dell'integrazione sociale dei rifugiati. L'ateneo teramano sarà attivo nella semplificazione del riconoscimento dei titoli di studio, metterà a disposizione borse di studio e tutoraggio dedicato, si impegnerà nella creazione di corridoi umanitari e percorsi di accesso legale. Teramo si conferma una città aperta al mondo e se è vero che leggere è viaggiare senza bagagli … figuriamoci studiare!


 
 
 

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